Lordgiotto's

Ubuntu 10.04: Uspalsh, Xsplash, Plymouth…?

Ormai è notizia “vecchia”: Plymouth vedrà la sua introduzione nella prossima release di Ubuntu, Lucid Lynx.

E’ stato già scritto e detto molto a riguardo (a dire il vero questo articolo lo scrissi un paio di settimane fa, quando le informazioni erano molto più incerte), ma cerchiamo di capire assieme cosa questo significhi e come mai il team di Ubuntu ha preso questa decisione.

Cosa sono Usplash, Xsplash e Plymouth? C’è qualche differenza o sono progetti simili con nomi diversi?

Allora, iniziamo dicendo che tutti e tre sono dei programmi per lo Splash Screen (schermata di caricamento), cioè atti a “coprire” quelle antiestetiche scritte che normalmente si susseguivano durante la fase di boot fino a qualche anno fa.
Detto questo, bisogna sottolineare che, malgrado lo scopo comune, i tre lavorano in maniera differente:

  • Uspalsh: questo software non fa altro che avviare un X server che gestisce l’interfaccia di splash fino alla fine della fase di boot, dopo la quale viene chiuso per avviare un altro server X che verrà usato per il login e per il desktop environment.
  • Plymouth: invece di avviare un server X, come fa Usplash, Plymouth sfrutta il KMS (Kernel Mode Setting) per “disegnare” direttamente sullo schermo utilizzando risoluzione e profondità del colore native del pannello del monitor. Una volta completato il boot, il server X non fa altro che “sostituirsi” a Plymouth, eliminando così anche quel fastidioso sfarfallio tipico dell’avvio e della modifica del server X.
  • Xsplash: a differenza delle due soluzioni precedenti, avvia un unico server X, usato prima per lo splash screen e poi per il sistema. E’ integrato in GDM (Gnome Display Manager), cioè il gestore grafico di login di GNOME che solitamente si occupa anche dell’avvio del server X.

Attualmente Ubuntu Karmic come funziona?

In Karmic convivono Usplash ed Xsplash. Il primo è quel logo di Ubuntu bianco su sfondo nero che appare all’inizio della fase di boot, mentre il secondo è rappresentato dalla barra di caricamento che appare subito dopo.

Perché gli sviluppatori di Ubuntu hanno fatto questa scelta? Perché non usare Plymouth?

Perché la priorità è la velocità di boot, e condizione necessaria affinché il boot sia rapido è il caricamento del server X all’inizio, e non alla fine, del processo, in modo da poter caricare tutti i servizi che richiedono la presenza di un display.
Che Uspalsh sia stato comunque mantenuto dipende dal fatto che, prima dell’avvio del server X vero e proprio, sono necessarie alcune dipendenze, come il mount del filesystem. Nel caso questo processo non avvenga in maniera silenziosa (come ad esempio nel caso di un filesystem criptato che richiede l’inserimento di una password), Usplash torna utile per gestirlo graficamente.
La scelta di preferire Xsplash a Plymouth è spiegata chiaramente da Scott James Remnant (Ubuntu Developer Manager) in un articolo di questo Settembre sul suo blog . Scott illustra, appunto, come la priorità sia quella di un boot il più rapido possibile, e per far questo non ha senso affidarsi ad una soluzione come Plymouth o Usplash, che altro non fanno che “riempire” lo schermo in attesa che il server X venga caricato, ma è necessario avviare subito quest’ultimo, permettendo così il caricamento di una buona parte di quei servizi che altrimenti dovrebbero attendere.

Cosa aspettarsi quindi dal futuro? Sembra che non ci sia spazio per Plymouth in Ubuntu, ed invece…

È possibile trovare la risposta a questa domanda sul wiki di Ubuntu, nella pagina del Boot Experience Team.
A quanto pare l’implementazione di Plymouth in Ubuntu 10.04 sembra esser stata presa in seria considerazione, ma non come sostitutivo a Xsplash, bensì come sostitutivo a Usplash. Il vantaggio sembrerebbe esser quello di prevenire lo sfarfallio del monitor sfruttando il KMS. E’ interessante notare come anche Usplash potrebbe permettere questo, ma viene preferito Plymouth perché maggiormente sviluppato e già capace di soddisfare questa esigenza (cito testualmente “While usplash can render to the framebuffer provided by those drivers, plymouth is far more developed and capable and gives us the wanted experience out of the box.”).

Quindi, morale della favola, a quanto pare il team di Ubuntu non ha (giustamente) intenzione di tornare sui suoi passi, portando avanti Xsplash e la sua politica atta a velocizzare il più possibile la fase di boot, cercando di raggiungere l’obiettivo dei 10 secondi che si prefisse tempo addietro.
Se poi riuscirà nel suo intento lo scopriremo solo tra 5 mesi.

Questa voce è stata pubblicata il dicembre 18, 2009 alle 5:29 pm ed è archiviata in Linux. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

Un pensiero su “Ubuntu 10.04: Uspalsh, Xsplash, Plymouth…?

  1. Johnc330 in ha detto:

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